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ITALIA - Quote da rivoluzione dopo l’eliminazione: i bookmaker scommettono sull’addio di Gravina (1,60) e Gattuso (1,75)
01.04.2026 12:57 di Napoli Magazine
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Il fondo del baratro ha il sapore amaro della notte di Zenica. Nonostante le dichiarazioni post-partita del presidente federale Gabriele Gravina, che ha dichiarato di non volersi dimettere, la terza eliminazione consecutiva ai playoff mondiali potrebbe portare - secondo i bookmaker - una rivoluzione ai vertici del calcio italiano. I betting analyst di Snai – si legge su Agipronews - considerano certo un suo addio – entro il 1° maggio - offerto a 1,60 (quota che sale a 1,90 su Sisal), mentre le dimissioni del CT Gennaro Gattuso oscillano tra 1,70 e 2,00 volte la posta.

Anche in lavagna non c’è più spazio per la "melina", ma è l’ora di un cambiamento radicale. Il trionfo di Wembley e quel trofeo alzato cinque anni fa hanno solo ritardato la presa di coscienza di una crisi profonda. Oggi l'Italia è una nobile decaduta che ha smarrito la sua identità: la strada per ritornare nell’élite mondiale è ancora lunga, ora serve ricominciare dalla base, iniziando - come primo passo - al ritorno in una fase finale della Coppa del Mondo.

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ITALIA - Quote da rivoluzione dopo l’eliminazione: i bookmaker scommettono sull’addio di Gravina (1,60) e Gattuso (1,75)

di Redazione

01/04/2026 - 12:57

Il fondo del baratro ha il sapore amaro della notte di Zenica. Nonostante le dichiarazioni post-partita del presidente federale Gabriele Gravina, che ha dichiarato di non volersi dimettere, la terza eliminazione consecutiva ai playoff mondiali potrebbe portare - secondo i bookmaker - una rivoluzione ai vertici del calcio italiano. I betting analyst di Snai – si legge su Agipronews - considerano certo un suo addio – entro il 1° maggio - offerto a 1,60 (quota che sale a 1,90 su Sisal), mentre le dimissioni del CT Gennaro Gattuso oscillano tra 1,70 e 2,00 volte la posta.

Anche in lavagna non c’è più spazio per la "melina", ma è l’ora di un cambiamento radicale. Il trionfo di Wembley e quel trofeo alzato cinque anni fa hanno solo ritardato la presa di coscienza di una crisi profonda. Oggi l'Italia è una nobile decaduta che ha smarrito la sua identità: la strada per ritornare nell’élite mondiale è ancora lunga, ora serve ricominciare dalla base, iniziando - come primo passo - al ritorno in una fase finale della Coppa del Mondo.