A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista. "La sconfitta del Napoli contro il Bologna lascia sensazioni non positive, soprattutto per l’andamento della gara. Io ho visto la partita in differita e, conoscendo già il risultato, ho avuto l’impressione di un Napoli piuttosto confuso, poco lucido nella gestione dei momenti chiave. Nel primo tempo la squadra mi è sembrata male organizzata, con un centrocampo poco brillante e una manovra che faticava a svilupparsi. Non ho visto grande qualità nella costruzione, mentre dall’altra parte il Bologna è stato più ordinato e ha saputo sfruttare meglio alcune situazioni. Qualche spunto positivo è arrivato dagli esterni, ma complessivamente il Napoli ha dato la sensazione di non avere grande continuità né nella proposta offensiva né nella reazione dopo aver subito il colpo. Anche dal punto di vista dell’atteggiamento, mi aspettavo qualcosa in più nel tentativo di andare a vincere la partita dopo il pareggio. Sul portiere, devo dire che non mi ha convinto. Io sono un po’ tradizionalista su questo ruolo: per me il portiere deve soprattutto parare. La costruzione dal basso è importante, ma viene dopo. E sinceramente non ricordo interventi decisivi tali da cambiare l’inerzia della gara. Ora il Napoli si ritrova a giocarsi tutto in una partita che sulla carta sembra favorevole, ma che in realtà può diventare molto insidiosa. Pisa è una trasferta “scivolosa”, come si dice in questi casi: una squadra che non ha più nulla da perdere, che gioca l’ultima davanti al proprio pubblico e che può trovare energie inaspettate. Sulla carta il Napoli è superiore e dovrebbe vincere, ma queste sono proprio le partite che vanno affrontate con massima attenzione. Non si può sbagliare approccio, perché altrimenti le difficoltà possono arrivare. Per quanto riguarda il futuro di Conte, credo che siamo di fronte a uno scenario aperto. Le sue parole lasciano intendere la volontà di continuare il lavoro, ma bisogna capire anche le intenzioni della società. Il punto è sempre quello: quando si arriva a certi livelli, le decisioni si prendono in due. Conte ha comunque dato un’impronta importante e ha vinto, ma i numeri di questa stagione raccontano anche difficoltà evidenti: troppi infortuni, poca continuità, qualche passaggio a vuoto sia in campionato che in Europa. È una situazione che andrà valutata con grande attenzione. Infine, sul tema organizzativo generale del calcio italiano, credo che si stia vivendo una situazione paradossale. Si conoscono da tempo le sovrapposizioni con altri eventi e si arriva sempre all’ultimo a trovare soluzioni. Questo non aiuta nessuno e crea solo confusione. In un sistema più razionale certe situazioni andrebbero previste e gestite con largo anticipo".
di Redazione
12/05/2026 - 22:34
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista. "La sconfitta del Napoli contro il Bologna lascia sensazioni non positive, soprattutto per l’andamento della gara. Io ho visto la partita in differita e, conoscendo già il risultato, ho avuto l’impressione di un Napoli piuttosto confuso, poco lucido nella gestione dei momenti chiave. Nel primo tempo la squadra mi è sembrata male organizzata, con un centrocampo poco brillante e una manovra che faticava a svilupparsi. Non ho visto grande qualità nella costruzione, mentre dall’altra parte il Bologna è stato più ordinato e ha saputo sfruttare meglio alcune situazioni. Qualche spunto positivo è arrivato dagli esterni, ma complessivamente il Napoli ha dato la sensazione di non avere grande continuità né nella proposta offensiva né nella reazione dopo aver subito il colpo. Anche dal punto di vista dell’atteggiamento, mi aspettavo qualcosa in più nel tentativo di andare a vincere la partita dopo il pareggio. Sul portiere, devo dire che non mi ha convinto. Io sono un po’ tradizionalista su questo ruolo: per me il portiere deve soprattutto parare. La costruzione dal basso è importante, ma viene dopo. E sinceramente non ricordo interventi decisivi tali da cambiare l’inerzia della gara. Ora il Napoli si ritrova a giocarsi tutto in una partita che sulla carta sembra favorevole, ma che in realtà può diventare molto insidiosa. Pisa è una trasferta “scivolosa”, come si dice in questi casi: una squadra che non ha più nulla da perdere, che gioca l’ultima davanti al proprio pubblico e che può trovare energie inaspettate. Sulla carta il Napoli è superiore e dovrebbe vincere, ma queste sono proprio le partite che vanno affrontate con massima attenzione. Non si può sbagliare approccio, perché altrimenti le difficoltà possono arrivare. Per quanto riguarda il futuro di Conte, credo che siamo di fronte a uno scenario aperto. Le sue parole lasciano intendere la volontà di continuare il lavoro, ma bisogna capire anche le intenzioni della società. Il punto è sempre quello: quando si arriva a certi livelli, le decisioni si prendono in due. Conte ha comunque dato un’impronta importante e ha vinto, ma i numeri di questa stagione raccontano anche difficoltà evidenti: troppi infortuni, poca continuità, qualche passaggio a vuoto sia in campionato che in Europa. È una situazione che andrà valutata con grande attenzione. Infine, sul tema organizzativo generale del calcio italiano, credo che si stia vivendo una situazione paradossale. Si conoscono da tempo le sovrapposizioni con altri eventi e si arriva sempre all’ultimo a trovare soluzioni. Questo non aiuta nessuno e crea solo confusione. In un sistema più razionale certe situazioni andrebbero previste e gestite con largo anticipo".