A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te, è intervenuto Giuseppe Bruscolotti: "Antonio Juliano era il mio maestro, il mio riferimento da capitano. Poi è stata la mia abnegazione, la mia volontà. Quanto è importante avere Di Lorenzo? Quando si parla di ricostruire, rifondare, i simboli devono restare, devono essere da esempio per chi arriva. Avere uno come Di Lorenzo e i traguardi conseguiti, il modo di essere in campo e fuori, sono fondamentali. Cosa significa avere la fascia da capitano del Napoli? Il capitano è rappresentativo per la squadra, per la società. Bisogna sempre essere presenti, è fondamentale. A Napoli ci sono sempre i denigratori che rompono le scatole. Ora stiamo giudicando, stiamo vedendo le gare, ma siamo all'inizio. Non do giustificazioni, ma andiamo tranquilli. Si viene fuori con la compattezza di tutti. Se poi vogliamo rompere tutto, allora già iniziamo a dire il panettone, la brioches...Che ruolo può occupare Vergara? Ruoli e posizioni li stabilisce il mister con il calciatore. Ha qualità incredibili. Le scelte sono poi un'altra cosa. Decide lui chi far giocare. Allegri avrà ritenuto fare queste scelte. Andiamo cauti, siamo all'inizio. Bisogna stare tranquilli e vicino alla squadra. I punti deboli di questo il Napoli? Sono state commesse leggerezze, errori, ma fa parte del calcio. La squadra perfetta non esiste. Sappiamo che l'Inter è la squadra migliore, è campione d'Italia. Non è imbattibile. Il Napoli non è inferiore a nessuno. Le partite si giocano. Le possibilità ci sono, l'organico c'è. Non siamo una squadretta, possiamo dire la nostra. Il primo gol del Napoli? Feci il 2-1, era il mio primo gol con il Napoli. Essendo difensore, arrivavo da dietro, su cross di Esposito. È stato bello. Era il Napoli di Vinicio, si parlava di quel Napoli in tutto il Mondo. Nessuno poteva pensare che il Napoli improvvisamente diventasse "olandese". Chiudemmo la stagione al terzo posto, era un grande Napoli. Vinicio è stato un grande. Come figura e come persona, era eccezionale. I giocatori erano intoccabili. Ricordo un episodio a Cagliari, con due tifosi che stavano litigando con Carmignani, arrivò lui e li butto fuori".
di Redazione
03/09/2026 - 16:08
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te, è intervenuto Giuseppe Bruscolotti: "Antonio Juliano era il mio maestro, il mio riferimento da capitano. Poi è stata la mia abnegazione, la mia volontà. Quanto è importante avere Di Lorenzo? Quando si parla di ricostruire, rifondare, i simboli devono restare, devono essere da esempio per chi arriva. Avere uno come Di Lorenzo e i traguardi conseguiti, il modo di essere in campo e fuori, sono fondamentali. Cosa significa avere la fascia da capitano del Napoli? Il capitano è rappresentativo per la squadra, per la società. Bisogna sempre essere presenti, è fondamentale. A Napoli ci sono sempre i denigratori che rompono le scatole. Ora stiamo giudicando, stiamo vedendo le gare, ma siamo all'inizio. Non do giustificazioni, ma andiamo tranquilli. Si viene fuori con la compattezza di tutti. Se poi vogliamo rompere tutto, allora già iniziamo a dire il panettone, la brioches...Che ruolo può occupare Vergara? Ruoli e posizioni li stabilisce il mister con il calciatore. Ha qualità incredibili. Le scelte sono poi un'altra cosa. Decide lui chi far giocare. Allegri avrà ritenuto fare queste scelte. Andiamo cauti, siamo all'inizio. Bisogna stare tranquilli e vicino alla squadra. I punti deboli di questo il Napoli? Sono state commesse leggerezze, errori, ma fa parte del calcio. La squadra perfetta non esiste. Sappiamo che l'Inter è la squadra migliore, è campione d'Italia. Non è imbattibile. Il Napoli non è inferiore a nessuno. Le partite si giocano. Le possibilità ci sono, l'organico c'è. Non siamo una squadretta, possiamo dire la nostra. Il primo gol del Napoli? Feci il 2-1, era il mio primo gol con il Napoli. Essendo difensore, arrivavo da dietro, su cross di Esposito. È stato bello. Era il Napoli di Vinicio, si parlava di quel Napoli in tutto il Mondo. Nessuno poteva pensare che il Napoli improvvisamente diventasse "olandese". Chiudemmo la stagione al terzo posto, era un grande Napoli. Vinicio è stato un grande. Come figura e come persona, era eccezionale. I giocatori erano intoccabili. Ricordo un episodio a Cagliari, con due tifosi che stavano litigando con Carmignani, arrivò lui e li butto fuori".