Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e politiche sociali, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24: "Il problema principale è il salario dei giovani per questo abbiamo fatto questa proposta di legge, a prima firma Toccalini in Parlamento, che prevede il 5% (per i nuovi contratti a tempo indeterminato per gli under 30, ndr) di IRPEF. Per 5 anni in modo che l'impresa può fidelizzare il giovane che entra, può formarlo e può quindi costruire con lui un percorso. Il problema vero nei giovani è l'ingresso sul lavoro e l’attrazione ad andare all’estero. Dopo i 5 anni sarà compito anche del datore di lavoro di aumentare il livello e quindi anche la sua retribuzione". Il sottosegretario Durigon è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24 anche in merito alla proposta di pensione anticipata a 64 anni: "è una possibilità, una flessibilità di scelta in uscita che si dà a dei lavoratori, ma anche per un efficientamento aziendale con dei giovani che possono entrare. Le previsioni di spesa quando si tratta di scelta non sono così certe. Potrebbe costare 1 miliardo e mezzo l’anno (per tre anni la proposta, ndr), si può rivolgere a circa 80.000 persone l'anno", conclude a Radio 24.
di Redazione
14/09/2026 - 14:52
Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e politiche sociali, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24: "Il problema principale è il salario dei giovani per questo abbiamo fatto questa proposta di legge, a prima firma Toccalini in Parlamento, che prevede il 5% (per i nuovi contratti a tempo indeterminato per gli under 30, ndr) di IRPEF. Per 5 anni in modo che l'impresa può fidelizzare il giovane che entra, può formarlo e può quindi costruire con lui un percorso. Il problema vero nei giovani è l'ingresso sul lavoro e l’attrazione ad andare all’estero. Dopo i 5 anni sarà compito anche del datore di lavoro di aumentare il livello e quindi anche la sua retribuzione". Il sottosegretario Durigon è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24 anche in merito alla proposta di pensione anticipata a 64 anni: "è una possibilità, una flessibilità di scelta in uscita che si dà a dei lavoratori, ma anche per un efficientamento aziendale con dei giovani che possono entrare. Le previsioni di spesa quando si tratta di scelta non sono così certe. Potrebbe costare 1 miliardo e mezzo l’anno (per tre anni la proposta, ndr), si può rivolgere a circa 80.000 persone l'anno", conclude a Radio 24.