Venerdì 15 maggio, alle ore 18.30 al MU – Casa Museo Murolo, in via Cimarosa 25, va in scena “ViniLi – Note di degustazione”, la rassegna che coniuga due grandi espressioni edonistiche della nostra terra: la canzone napoletana e la cultura enologica. Per la serata, tre vinili del maestro Roberto Murolo, chansonnier acclamato in tutto il mondo, entrano in relazione con tre vini della Cantina La Molara. L’azienda irpina è nata nel 2002 dalla passione dell’avvocato e imprenditore Riccardo Morelli, che ha scelto di cambiare vita per diventare Sommelier e dedicarsi alla enologia e alla tradizione del Sud. Allo stesso modo, Murolo iniziò la sua carriera con Mida Quartet con un repertorio di canzonette ritmate, tra avanspettacolo e cabaret, imitando con la voce il suono del trombone, per scegliere nell’immediato dopoguerra di dedicarsi da solista alla canzone napoletana, incontrando subito il favore del pubblico.
La serata, a cui partecipa lo stesso Morelli, è quindi un racconto di passione e grande forza di volontà. A ciò si aggiunge il genio di E.A. Mario, autore delle tre canzoni scelte, e il pubblico le può ascoltare nella versione cantata da Roberto Murolo e incisa su vinile.
La degustazione tra canzone napoletana e vini irpini è accompagnata da un fresco aperitivo.
Si inizia con Irpinia Spumante Fiano Brut 2023, un vino fruttato, complesso ed elegante, con un perlage fine e persistente. “Dduje Paravise” è la canzone associata al primo vino che celebra la bellezza di Napoli attraverso la storia di due maestri di concertino che si trovano a suonare davanti ai Santi in Paradiso ma nulla può eguagliare la loro città natia.
Si passa ad assaporare Irpinia Doc Campi Taurasi 2020 “Valeria”, intenso e avvolgente grazie agli aromi di frutti rossi e maturi e con l’ascolto di “Canzone appassiunata”, un brano ricco di allusioni e allegorie, con una melodia struggente e intensa come il vino che accompagna. Si narra che in rotta con E.A. Mario per motivi professionali, il celebre cantante Giuseppe Pasquariello aveva giurato che non avrebbe mai più cantato un suo brano. Eppure, la bellezza di “Canzona appassiunata” lo colpì profondamente.
Il percorso tra vino e musica si conclude con il Greco di Tufo Docg 2022, un vino deciso e intenso, con note vegetali e sentori minerali, che presenta ottima acidità, grande morbidezza e sapidità. Durante l’ultima degustazione, il pubblico può ascoltare “Tammurriata nera”, una canzone nota in tutto il mondo, interpretata da tanti artisti e che è stata composta prendendo ispirazione da un fatto vero. Nicolardi, dirigente amministrativo all’ospedale Loreto Mare, assistette alla nascita di un bimbo nero dato alla luce da una giovane bianca. In quel periodo molte furono le donne rimaste incinte a seguito di violenze dei soldati afro-americani e Nicolardi compose il brano, con il suo amico e consuocero E.A. Mario, proprio per raccontare questo fenomeno.
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di Redazione
12/05/2026 - 13:20
Venerdì 15 maggio, alle ore 18.30 al MU – Casa Museo Murolo, in via Cimarosa 25, va in scena “ViniLi – Note di degustazione”, la rassegna che coniuga due grandi espressioni edonistiche della nostra terra: la canzone napoletana e la cultura enologica. Per la serata, tre vinili del maestro Roberto Murolo, chansonnier acclamato in tutto il mondo, entrano in relazione con tre vini della Cantina La Molara. L’azienda irpina è nata nel 2002 dalla passione dell’avvocato e imprenditore Riccardo Morelli, che ha scelto di cambiare vita per diventare Sommelier e dedicarsi alla enologia e alla tradizione del Sud. Allo stesso modo, Murolo iniziò la sua carriera con Mida Quartet con un repertorio di canzonette ritmate, tra avanspettacolo e cabaret, imitando con la voce il suono del trombone, per scegliere nell’immediato dopoguerra di dedicarsi da solista alla canzone napoletana, incontrando subito il favore del pubblico.
La serata, a cui partecipa lo stesso Morelli, è quindi un racconto di passione e grande forza di volontà. A ciò si aggiunge il genio di E.A. Mario, autore delle tre canzoni scelte, e il pubblico le può ascoltare nella versione cantata da Roberto Murolo e incisa su vinile.
La degustazione tra canzone napoletana e vini irpini è accompagnata da un fresco aperitivo.
Si inizia con Irpinia Spumante Fiano Brut 2023, un vino fruttato, complesso ed elegante, con un perlage fine e persistente. “Dduje Paravise” è la canzone associata al primo vino che celebra la bellezza di Napoli attraverso la storia di due maestri di concertino che si trovano a suonare davanti ai Santi in Paradiso ma nulla può eguagliare la loro città natia.
Si passa ad assaporare Irpinia Doc Campi Taurasi 2020 “Valeria”, intenso e avvolgente grazie agli aromi di frutti rossi e maturi e con l’ascolto di “Canzone appassiunata”, un brano ricco di allusioni e allegorie, con una melodia struggente e intensa come il vino che accompagna. Si narra che in rotta con E.A. Mario per motivi professionali, il celebre cantante Giuseppe Pasquariello aveva giurato che non avrebbe mai più cantato un suo brano. Eppure, la bellezza di “Canzona appassiunata” lo colpì profondamente.
Il percorso tra vino e musica si conclude con il Greco di Tufo Docg 2022, un vino deciso e intenso, con note vegetali e sentori minerali, che presenta ottima acidità, grande morbidezza e sapidità. Durante l’ultima degustazione, il pubblico può ascoltare “Tammurriata nera”, una canzone nota in tutto il mondo, interpretata da tanti artisti e che è stata composta prendendo ispirazione da un fatto vero. Nicolardi, dirigente amministrativo all’ospedale Loreto Mare, assistette alla nascita di un bimbo nero dato alla luce da una giovane bianca. In quel periodo molte furono le donne rimaste incinte a seguito di violenze dei soldati afro-americani e Nicolardi compose il brano, con il suo amico e consuocero E.A. Mario, proprio per raccontare questo fenomeno.
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