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MOSTRA - "Giochi sinestetici", l’universo sensoriale di Simone Chiorri approda per la prima volta a Napoli
12.05.2026 14:45 di Napoli Magazine
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Dal 22 maggio al 30 luglio, la storica Sala degli Specchi del Grand Hotel Parker’s si trasforma nel palcoscenico di un evento artistico di assoluto rilievo: “Giochi Sinestesici”, la prima mostra personale a Napoli del M° Simone Chiorri.
 
La mostra gode della supervisione d’eccezione del M° Pietro Del Vaglio, tra i designer italiani più apprezzati a livello internazionale, che ha curato l'armonia tra le opere e lo spazio scenografico del prestigioso grand hotel partenopeo.
 
Il percorso espositivo verrà svelato ufficialmente il 22 maggio alle ore 18:30, in occasione di un vernissage dedicato a stampa e invitati, negli spazi monumentali della Sala degli Specchi.
 
Il Gioco come valore e azione cautelativa
Il cuore della mostra è il "gioco", inteso come valore evolutivo e modalità comportamentale imprescindibile. Per Chiorri, il gioco è una preparazione all’azione, un “fare come se” che trova la sua metafora perfetta nel mondo animale.
 
Osservando la mamma dei gattini che insegna la lotta ai suoi piccoli senza mai sfoderare le unghia, l’artista identifica una forma di azione cautelativa: un simulacro del reale che possiede la stessa precisione del gesto adulto, ma privo di violenza distruttiva.
 
Un’identità artistica oltre le correnti
Perugino di nascita, Simone Chiorri rappresenta una voce ‘fuori dal coro’ nel panorama contemporaneo. Cresciuto lontano dalle correnti modaiole e dalle strategie galleristiche, la sua cifra stilistica è frutto di una stratificazione culturale profonda: dai morbidi cromatismi di Pietro di Cosimo Vannucci (il Perugino) alle allusive trasparenze del Pinturicchio, fino alle rotture telluriche dei creti di Alberto Burri.
 
Tuttavia, il suo astrattismo non si piega a modelli predefiniti. Pur rintracciando affinità elettive con l’Informale, l’Action Painting e giganti come Jackson Pollock, Franz Kline e Jean-Michel Basquiat, la pittura di Chiorri scaturisce da una riflessione intima sulla storia, il tempo e la memoria.
 
 
L’atto motorio e l’allucinazione sinestesica
In questa esposizione, la sinestesia cessa di essere una mediazione intellettuale per farsi immediatezza sensoriale. Chiorri invita l’osservatore a una sorta di "allucinazione" guidata, dove è possibile "vedere" un suono e percepirlo sulla tela. Non si tratta di contemplare un fermo immagine, ma di entrare in sinergia con il "muovere" del quadro.
 
«Non rappresento una scena in movimento, ma semplicemente un atto motorio che allude alla scena», spiega l’artista. Lo spettatore diventa così co-creatore, partendo dall'impulso dinamico impresso sulla tela per ricostruire la propria rappresentazione interiore.
 
Un dialogo tra Arte e Architettura
La scelta della Sala degli Specchi del Grand Hotel Parker’s, con i suoi riflessi e la sua solennità neoclassica, non è casuale. Sotto la guida di Pietro Del Vaglio, le tele di Chiorri instaurano un dialogo con l'ambiente, dove la stabilità dell'architettura incontra l'energia vibrante dell'atto pittorico, creando un’esperienza immersiva totale.

 

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MOSTRA - "Giochi sinestetici", l’universo sensoriale di Simone Chiorri approda per la prima volta a Napoli

di Redazione

12/05/2026 - 14:45

Dal 22 maggio al 30 luglio, la storica Sala degli Specchi del Grand Hotel Parker’s si trasforma nel palcoscenico di un evento artistico di assoluto rilievo: “Giochi Sinestesici”, la prima mostra personale a Napoli del M° Simone Chiorri.
 
La mostra gode della supervisione d’eccezione del M° Pietro Del Vaglio, tra i designer italiani più apprezzati a livello internazionale, che ha curato l'armonia tra le opere e lo spazio scenografico del prestigioso grand hotel partenopeo.
 
Il percorso espositivo verrà svelato ufficialmente il 22 maggio alle ore 18:30, in occasione di un vernissage dedicato a stampa e invitati, negli spazi monumentali della Sala degli Specchi.
 
Il Gioco come valore e azione cautelativa
Il cuore della mostra è il "gioco", inteso come valore evolutivo e modalità comportamentale imprescindibile. Per Chiorri, il gioco è una preparazione all’azione, un “fare come se” che trova la sua metafora perfetta nel mondo animale.
 
Osservando la mamma dei gattini che insegna la lotta ai suoi piccoli senza mai sfoderare le unghia, l’artista identifica una forma di azione cautelativa: un simulacro del reale che possiede la stessa precisione del gesto adulto, ma privo di violenza distruttiva.
 
Un’identità artistica oltre le correnti
Perugino di nascita, Simone Chiorri rappresenta una voce ‘fuori dal coro’ nel panorama contemporaneo. Cresciuto lontano dalle correnti modaiole e dalle strategie galleristiche, la sua cifra stilistica è frutto di una stratificazione culturale profonda: dai morbidi cromatismi di Pietro di Cosimo Vannucci (il Perugino) alle allusive trasparenze del Pinturicchio, fino alle rotture telluriche dei creti di Alberto Burri.
 
Tuttavia, il suo astrattismo non si piega a modelli predefiniti. Pur rintracciando affinità elettive con l’Informale, l’Action Painting e giganti come Jackson Pollock, Franz Kline e Jean-Michel Basquiat, la pittura di Chiorri scaturisce da una riflessione intima sulla storia, il tempo e la memoria.
 
 
L’atto motorio e l’allucinazione sinestesica
In questa esposizione, la sinestesia cessa di essere una mediazione intellettuale per farsi immediatezza sensoriale. Chiorri invita l’osservatore a una sorta di "allucinazione" guidata, dove è possibile "vedere" un suono e percepirlo sulla tela. Non si tratta di contemplare un fermo immagine, ma di entrare in sinergia con il "muovere" del quadro.
 
«Non rappresento una scena in movimento, ma semplicemente un atto motorio che allude alla scena», spiega l’artista. Lo spettatore diventa così co-creatore, partendo dall'impulso dinamico impresso sulla tela per ricostruire la propria rappresentazione interiore.
 
Un dialogo tra Arte e Architettura
La scelta della Sala degli Specchi del Grand Hotel Parker’s, con i suoi riflessi e la sua solennità neoclassica, non è casuale. Sotto la guida di Pietro Del Vaglio, le tele di Chiorri instaurano un dialogo con l'ambiente, dove la stabilità dell'architettura incontra l'energia vibrante dell'atto pittorico, creando un’esperienza immersiva totale.