A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Caira, ex direttore sportivo della Roma.
C'è un tema in casa Roma che riguarda Nicolò Pisilli, un calciatore che lei conosce molto bene. Ce lo segnalò diversi anni fa, quando era ancora un ragazzino. Le chiedo: dove giocherà Pisilli nella prossima stagione?
“Sinceramente non lo so. Lo conosco da quando era piccolissimo perché il suo procuratore è un mio carissimo amico, quasi un fratello minore. Per questo conosco bene il ragazzo, ma non significa che io sappia tutto in tempo reale. Detto questo, secondo me oggi Pisilli è più vicino alla permanenza alla Roma che a una cessione. Poi il mercato è imprevedibile e può cambiare tutto da un momento all'altro. Io lo considero un ottimo giocatore, ma non credo che oggi possa arrivare un'offerta da 50 o 60 milioni di euro tale da convincere la Roma a privarsene".
Quindi possiamo dire che, allo stato attuale, è più probabile che resti alla Roma?
“Per quello che so io, sì. Ti aggiungo anche un particolare: ieri sera mi sono sentito con Giorgio, il suo procuratore, per altri motivi. Se ci fosse stato qualcosa di concreto su Pisilli, molto probabilmente me ne avrebbe almeno accennato. Invece non mi ha detto assolutamente nulla e questo mi fa pensare che, ad oggi, la permanenza sia l'ipotesi più probabile".
Restando in casa Roma, c'è un altro nome che sta facendo sognare i tifosi: Mason Greenwood. Nei giorni scorsi ho raccontato dell'incontro avvenuto a Manchester tra il padre e l'avvocato del calciatore e alcuni emissari della Roma. Ha la sensazione che questa trattativa possa andare in porto?
“In questo momento no. Non ho la sensazione che la Roma possa chiudere subito un'operazione di questo livello, perché ci sono delle scadenze molto importanti. Fino al 30 giugno il club deve pensare soprattutto a sistemare i conti attraverso alcune cessioni e non può permettersi di investire liberamente sul mercato".
Mancano ormai pochissimi giorni. Quali potrebbero essere, secondo lei, i calciatori destinati a lasciare la Roma entro il 30 giugno?
“In questo momento vedo una sola situazione davvero concreta, perché è già presente una trattativa ben avviata. Per gli altri giocatori richiesti, invece, la Roma li considera sostanzialmente incedibili. Non dimentichiamo che non tutti i calciatori della rosa hanno valutazioni da 50 milioni di euro".
Mi parlava di una trattativa già avviata. Con quale club?
“Da quello che so c'è l'interesse dell'Inter e anche di qualche società estera. Però sono le classiche situazioni di mercato in cui tutti conoscono le esigenze della Roma e aspettano gli ultimi giorni, sapendo che il club deve sistemare alcune questioni con la UEFA. È una strategia normale: chi compra prova ad arrivare fino all'ultimo per ottenere condizioni migliori".
Le faccio un'ultima domanda sulla situazione di Nico Paz. Il Real Madrid ha esercitato il diritto di recompra e nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro con il Como. Secondo lei il ragazzo tornerà a giocare in Italia? E, nel caso, sarà il Como o l'Inter?
“Una volta che il Real Madrid ha deciso di esercitare la recompra, faccio fatica a immaginare un ritorno al Como. Ti dico di più: oggi vedo più facile un approdo all'Inter".
Addirittura all'Inter?
“Sì, perché se il Como non ha chiuso subito l'operazione significa che si è arrivati a cifre che evidentemente la società non ha ritenuto opportuno sostenere. L'Inter sappiamo che è interessata da tempo. Certo, anche i nerazzurri dovranno trovare le risorse economiche necessarie, magari attraverso altre operazioni in uscita o sfruttando il mancato investimento su Marco Palestra. Però, tra le squadre italiane, oggi mi sembra quella con maggiori possibilità".
Chiudiamo con il Napoli. Se dovesse partire André-Frank Zambo Anguissa e arrivasse Adrien Rabiot, per gli azzurri sarebbe un upgrade o un downgrade?
“A me Anguissa piace tantissimo perché garantisce continuità, forza fisica e intensità. Rabiot, invece, possiede una qualità tecnica immensa, ma nel corso della stagione alterna prestazioni eccezionali ad altre meno convincenti. Questa è la principale differenza tra i due".
Quindi, tirando le somme, il Napoli ci guadagnerebbe?
“Secondo me sì. Credo che Rabiot possa rappresentare un upgrade, soprattutto in una squadra come il Napoli, perché ha caratteristiche che possono fare la differenza e alzare ulteriormente il livello del centrocampo".
di Redazione
26/06/2026 - 13:20
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Caira, ex direttore sportivo della Roma.
C'è un tema in casa Roma che riguarda Nicolò Pisilli, un calciatore che lei conosce molto bene. Ce lo segnalò diversi anni fa, quando era ancora un ragazzino. Le chiedo: dove giocherà Pisilli nella prossima stagione?
“Sinceramente non lo so. Lo conosco da quando era piccolissimo perché il suo procuratore è un mio carissimo amico, quasi un fratello minore. Per questo conosco bene il ragazzo, ma non significa che io sappia tutto in tempo reale. Detto questo, secondo me oggi Pisilli è più vicino alla permanenza alla Roma che a una cessione. Poi il mercato è imprevedibile e può cambiare tutto da un momento all'altro. Io lo considero un ottimo giocatore, ma non credo che oggi possa arrivare un'offerta da 50 o 60 milioni di euro tale da convincere la Roma a privarsene".
Quindi possiamo dire che, allo stato attuale, è più probabile che resti alla Roma?
“Per quello che so io, sì. Ti aggiungo anche un particolare: ieri sera mi sono sentito con Giorgio, il suo procuratore, per altri motivi. Se ci fosse stato qualcosa di concreto su Pisilli, molto probabilmente me ne avrebbe almeno accennato. Invece non mi ha detto assolutamente nulla e questo mi fa pensare che, ad oggi, la permanenza sia l'ipotesi più probabile".
Restando in casa Roma, c'è un altro nome che sta facendo sognare i tifosi: Mason Greenwood. Nei giorni scorsi ho raccontato dell'incontro avvenuto a Manchester tra il padre e l'avvocato del calciatore e alcuni emissari della Roma. Ha la sensazione che questa trattativa possa andare in porto?
“In questo momento no. Non ho la sensazione che la Roma possa chiudere subito un'operazione di questo livello, perché ci sono delle scadenze molto importanti. Fino al 30 giugno il club deve pensare soprattutto a sistemare i conti attraverso alcune cessioni e non può permettersi di investire liberamente sul mercato".
Mancano ormai pochissimi giorni. Quali potrebbero essere, secondo lei, i calciatori destinati a lasciare la Roma entro il 30 giugno?
“In questo momento vedo una sola situazione davvero concreta, perché è già presente una trattativa ben avviata. Per gli altri giocatori richiesti, invece, la Roma li considera sostanzialmente incedibili. Non dimentichiamo che non tutti i calciatori della rosa hanno valutazioni da 50 milioni di euro".
Mi parlava di una trattativa già avviata. Con quale club?
“Da quello che so c'è l'interesse dell'Inter e anche di qualche società estera. Però sono le classiche situazioni di mercato in cui tutti conoscono le esigenze della Roma e aspettano gli ultimi giorni, sapendo che il club deve sistemare alcune questioni con la UEFA. È una strategia normale: chi compra prova ad arrivare fino all'ultimo per ottenere condizioni migliori".
Le faccio un'ultima domanda sulla situazione di Nico Paz. Il Real Madrid ha esercitato il diritto di recompra e nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro con il Como. Secondo lei il ragazzo tornerà a giocare in Italia? E, nel caso, sarà il Como o l'Inter?
“Una volta che il Real Madrid ha deciso di esercitare la recompra, faccio fatica a immaginare un ritorno al Como. Ti dico di più: oggi vedo più facile un approdo all'Inter".
Addirittura all'Inter?
“Sì, perché se il Como non ha chiuso subito l'operazione significa che si è arrivati a cifre che evidentemente la società non ha ritenuto opportuno sostenere. L'Inter sappiamo che è interessata da tempo. Certo, anche i nerazzurri dovranno trovare le risorse economiche necessarie, magari attraverso altre operazioni in uscita o sfruttando il mancato investimento su Marco Palestra. Però, tra le squadre italiane, oggi mi sembra quella con maggiori possibilità".
Chiudiamo con il Napoli. Se dovesse partire André-Frank Zambo Anguissa e arrivasse Adrien Rabiot, per gli azzurri sarebbe un upgrade o un downgrade?
“A me Anguissa piace tantissimo perché garantisce continuità, forza fisica e intensità. Rabiot, invece, possiede una qualità tecnica immensa, ma nel corso della stagione alterna prestazioni eccezionali ad altre meno convincenti. Questa è la principale differenza tra i due".
Quindi, tirando le somme, il Napoli ci guadagnerebbe?
“Secondo me sì. Credo che Rabiot possa rappresentare un upgrade, soprattutto in una squadra come il Napoli, perché ha caratteristiche che possono fare la differenza e alzare ulteriormente il livello del centrocampo".