A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli. “Infortuni? Io ricordo benissimo quando si esaltava lo staff medico e sanitario del Napoli. Per questo motivo non bisogna puntare il dito. Lo staff sanitario del Napoli è top, sono stati cercati anche da altre grandi squadre della nostra Serie A e non solo. Sulla preparazione atletica può esprimersi davvero solo chi vive quotidianamente il campo. Noi possiamo farci un’idea, ma senza conoscere i dettagli è difficile dare giudizi precisi. Nel calcio tutto è collegato: preparazione fisica, mentale e tecnica. Il corpo umano è un sistema unico e se qualcosa non funziona da una parte, inevitabilmente ne risente anche il resto. Alternanza tra portieri? Io sono sempre stato dell’idea che debba esserci un titolare e un’alternativa. Il ruolo del portiere è particolare e ha bisogno di continuità. Non bastano solo gli allenamenti con il preparatore o con la squadra, serve soprattutto il vissuto della partita, perché è quello che fa crescere davvero un portiere. Costruzione dal basso e piedi buoni? Oggi si parla tantissimo di questo aspetto, ma non è così che si sceglie un portiere. Un portiere deve prima di tutto saper difendere la porta. Poi c’è la fase offensiva, quando si costruisce l’azione dal basso, e lì entrano in gioco le qualità tecniche. Infine c’è la gestione delle transizioni, cioè la capacità di leggere le situazioni di gioco quando la squadra perde o riconquista palla. Sono tre aspetti fondamentali. Milinkovic-Savic ha grandi qualità tecniche con i piedi, ma sulla difesa della porta e sulla lettura delle situazioni Alex Meret resta un portiere di altissimo livello. Meret oggi è messo in discussione solo da chi non ha competenze. Anche mostri come Donnarumma, Oblak, Alisson, addirittura Buffon vengono messi in discussione e possono commettere errori. L’errore fa parte della crescita e spesso diventa anche un’opportunità per migliorare. Meret è uno dei migliori portieri in Italia. Futuro del Napoli e Antonio Conte? Mi aspetto la sua riconferma. Significherebbe completare un triennio importante. Quest’anno tra infortuni e sfortuna non si è riusciti a esprimere tutto il potenziale della squadra, ma il campionato non è ancora finito. Il primo posto è difficile, ma il secondo è ancora possibile. Dopo una stagione così complicata non parlerei di annata fallimentare. La vera delusione resta il percorso in Champions League“.
di Redazione
11/03/2026 - 15:27
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli. “Infortuni? Io ricordo benissimo quando si esaltava lo staff medico e sanitario del Napoli. Per questo motivo non bisogna puntare il dito. Lo staff sanitario del Napoli è top, sono stati cercati anche da altre grandi squadre della nostra Serie A e non solo. Sulla preparazione atletica può esprimersi davvero solo chi vive quotidianamente il campo. Noi possiamo farci un’idea, ma senza conoscere i dettagli è difficile dare giudizi precisi. Nel calcio tutto è collegato: preparazione fisica, mentale e tecnica. Il corpo umano è un sistema unico e se qualcosa non funziona da una parte, inevitabilmente ne risente anche il resto. Alternanza tra portieri? Io sono sempre stato dell’idea che debba esserci un titolare e un’alternativa. Il ruolo del portiere è particolare e ha bisogno di continuità. Non bastano solo gli allenamenti con il preparatore o con la squadra, serve soprattutto il vissuto della partita, perché è quello che fa crescere davvero un portiere. Costruzione dal basso e piedi buoni? Oggi si parla tantissimo di questo aspetto, ma non è così che si sceglie un portiere. Un portiere deve prima di tutto saper difendere la porta. Poi c’è la fase offensiva, quando si costruisce l’azione dal basso, e lì entrano in gioco le qualità tecniche. Infine c’è la gestione delle transizioni, cioè la capacità di leggere le situazioni di gioco quando la squadra perde o riconquista palla. Sono tre aspetti fondamentali. Milinkovic-Savic ha grandi qualità tecniche con i piedi, ma sulla difesa della porta e sulla lettura delle situazioni Alex Meret resta un portiere di altissimo livello. Meret oggi è messo in discussione solo da chi non ha competenze. Anche mostri come Donnarumma, Oblak, Alisson, addirittura Buffon vengono messi in discussione e possono commettere errori. L’errore fa parte della crescita e spesso diventa anche un’opportunità per migliorare. Meret è uno dei migliori portieri in Italia. Futuro del Napoli e Antonio Conte? Mi aspetto la sua riconferma. Significherebbe completare un triennio importante. Quest’anno tra infortuni e sfortuna non si è riusciti a esprimere tutto il potenziale della squadra, ma il campionato non è ancora finito. Il primo posto è difficile, ma il secondo è ancora possibile. Dopo una stagione così complicata non parlerei di annata fallimentare. La vera delusione resta il percorso in Champions League“.