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IN MESSICO - Proteste per la fine anticipata delle scuole in vista dei Mondiali
10.05.2026 00:42 di Napoli Magazine
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LL'annuncio del ministero dell'Istruzione di chiudere l'anno scolastico con oltre un mese di anticipo, citando tra le motivazioni i Mondiali di calcio e l'ondata di caldo, ha scatenato l'indignazione dei sindacati degli insegnanti, dei genitori e persino dell'opposizione politica in Messico. Gli stati di Nuevo León e Jalisco, governati dal partito centrista Movimento cittadino, e quello di Guanajuato, governato dal Partito d'azione nazionale (destra), hanno annunciato che non si atterranno alla decisione del governo della presidente progressista Claudia Sheinbaum. Quest'ultima, colta di sorpresa dalle proteste trasversali, è stata costretta a chiarire che si tratta solo di "una proposta" e che "non esiste ancora un calendario definitivo". La fine dell'anno scolastico è stata per ora anticipata all'11 giugno, anziché al 15 luglio, come previsto in origine. Le madri hanno sostenuto che questo cambiamento sconvolgerà le loro abitudini, poiché molte lavorano e non hanno nessuno a cui affidare i figli. Il sindacato dei lavoratori dell'istruzione (Cnte), noto per la sua linea dura, ha sostenuto a sua volta che la decisione è stata presa perché aveva pianificato di organizzare una serie di scioperi.

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IN MESSICO - Proteste per la fine anticipata delle scuole in vista dei Mondiali

di Redazione

10/05/2026 - 00:42

LL'annuncio del ministero dell'Istruzione di chiudere l'anno scolastico con oltre un mese di anticipo, citando tra le motivazioni i Mondiali di calcio e l'ondata di caldo, ha scatenato l'indignazione dei sindacati degli insegnanti, dei genitori e persino dell'opposizione politica in Messico. Gli stati di Nuevo León e Jalisco, governati dal partito centrista Movimento cittadino, e quello di Guanajuato, governato dal Partito d'azione nazionale (destra), hanno annunciato che non si atterranno alla decisione del governo della presidente progressista Claudia Sheinbaum. Quest'ultima, colta di sorpresa dalle proteste trasversali, è stata costretta a chiarire che si tratta solo di "una proposta" e che "non esiste ancora un calendario definitivo". La fine dell'anno scolastico è stata per ora anticipata all'11 giugno, anziché al 15 luglio, come previsto in origine. Le madri hanno sostenuto che questo cambiamento sconvolgerà le loro abitudini, poiché molte lavorano e non hanno nessuno a cui affidare i figli. Il sindacato dei lavoratori dell'istruzione (Cnte), noto per la sua linea dura, ha sostenuto a sua volta che la decisione è stata presa perché aveva pianificato di organizzare una serie di scioperi.